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domenica, novembre 14, 2010

Di me e di Barcellona

Sarà difficile cominciare bene e continuare adeguatamente. Sarà difficile sistemare i pensieri su questo viaggio. Ma ci provo, nella speranza che le cose siano più chiare anche a me.
Innanzitutto BUONGIORNO!! Come state lì??

Sono tornata ieri, dai 22 gradi di una città con una luce non comune. Una luce ispirata, polverizzata, poetica e scanzonata.
Sono tornata con la mia maglietta a righe, un basco, una gonna a pois e due trecce. Mi seguivano tre pensieri di rivalsa, una disfatta, quattro pacche che mi ero auto-regalata sulla spalla e un desiderio sconfinato di creazione. Mi ha invaso il tetro cielo di una Malpensa mai accogliente (ma cosa le avranno fatto a Malpensa, che piange sempre?). Mi ha invaso un pungente bisogno di dire, migliorare, sistemare, vedere. Eccole qui nella mia mano: curiosità, senso di perdita, reazione all’adeguamento.

Che volete che vi dica, Amici, mi sembra che non ci voglia molto ad essere così belli, mi sembra che la vera fatica sia l’imbrutimento in cui si è impegnata la nostra realtà italiana…

Barcellona è giovane e di tutti. Ci prova. S’impegna. Adora la sostanza, non disdegna il superfluo, è incontro e arte, corrode e imbratta, è cielo, liberty, post-modernismo, barocco, luce poetica, mare sconfinato. Barcellona è il Raval dove mangiare il pollo con le mani ad un bancone su cui scrivere le storie di chi ti sta accanto. Barcellona è Gaudì, sinuosa, colorata, eccessiva. Barcellona è la Boqueria dove le lepri stanno appese a testa in giù e i maiali ti guardano da occhi chiusi a fessura, tra l’estasi e la tragedia. Barcellona è Parc Güell, dove la linea di una panchina in ceramica ti fa perdere nel panorama di mille passi. Barcellona è  incontro-scontro, molti italiani, musica, il meraviglioso Macba, l’autoproduzione, il rimpianto. Il rimpianto di non poter essere come lei, avendo tutte le carte in regola per poterci provare.

Ora mi sono chiare tantissime cose. Ma molte le lascio decantare, in attesa che si facciano più urgenti.

Mi dedico alla giornata di lavoro e recuperi sulla tabella di marcia. Ho le due trecce e la maglietta da marinaio. Il cielo è grigio e uggioso. Lascio qualche foto per voi (sono un’infinità, le diluirò nei prossimi post).
Vi ho portato sempre con me.
Siete stati anche voi a Barcellona.
xoxo

martedì, ottobre 12, 2010

Sì, viaggiare: la Vienna di Matilda!

Amicibelli. Oggi è stata una giornata altamente asciugante. Non ne posso più, vorrei la mia cucina, i miei muri imbrattati, la mia scrivania immensa, da dove postare tutto l’impensabile… insomma, perdonate la latitanza, ma è proprio difficile essere ispirati in queste condizioni! Domani sera però dovrebbe essere tutto finito e le cose torneranno prolisse come sempre :DDDDDDDD!!
Però. Però. Però ci siete voi e io tiro un sospiro di sollievo. Perché sto per postare una meraviglia creata da una Zeldina d.o.c.: Matilda! Forse qualcuno di voi si ricorderà che Matilda (quello qui di fianco è il suo avatar di blogger) era stata a Vienna per la mostra su Frida Kahlo. In quell’occasione le avevo proposto di scrivere due righe per questo blogghetto, nell’ottica di condividere entusiasmo, viaggio e bellezza.
Bene, ha risposto all’appello immediatamente (ma quanto sono fortunata??) e questo è il risultato: mettetevi comodi, Signore e Signori, inizia il bellissimo racconto di Matilda.
- piccola precisazione: Matilda è slovena… e parla e scrive italiano in modo ineccepibile!  BRAVA!-


Vienna a colori

La vecchia signorina mi ha sorpresa con la sua felicità: era coloratissima, nonostante la pioggia e le nuvole e il vento freddo (che li sta di casa). L'ho già visitata un po' di tempo fa, ma adesso, mi si è presentata come una fanciulla bellissima, piena di entusiasmo e passione… mi sa che la colpa è di Frida, che in questi mesi regna da quelle parti.

La mostra su Frida Kahlo infatti è meravigliosa, piena di emozioni forti e struggenti, di dolore e coraggio, di amore e passioni, sfrenata e carnosa… non lascia indifferente proprio nessuno. Tante testimonianze (alcune mai esposte) del suo talento, addirittura un filmino privato, lettere e i sui vestiti solari… Tutto, proprio tutto, lì ti fa battere il cuore.

E poi Vienna - che ricordavo austera e discreta (ma che in realtà è mooolto vanitosa) - stavolta mi è apparsa come una ragazza dello swing, vestita un po' retro (adesso va molto di moda), ha indossato delle scarpe colorate alla Almodovar, con voglia di nuove esperienze e con un sorriso ammaliante.
L'esempio perfetto di tutto ciò è il Museum Kvartir. Un luogo d'arte ed incontri incredibile… mi pareva di stare al lunapark delle emozioni e dei sogni.
Vienna, la ex sovrana della Mitteleuropa è una vera golden lady che non invecchia mai, perché non ha mai paura di mettersi in gioco.

(foto di Matilda)


Consigli d'uso:

Imperdibile la mostra di Frida, fino al 5 di dicembre, insieme ad una sosta al Film Museum, sulla stessa strada, fate un salto ad Albertina  e poi... tatttammmm!!! (rullo di tamburi) prendetevi mezza giornata per andare a spasso al MQ.
Per la sera, poi, una cena piccante in un'osteria austro-ungarica
in pieno centro, un cocktail allo storico American bar, e una stanza nel centro storico, per esempio all’hotel Wandl (in attività già da 150 anni) .
E non dimenticate di assaggiare le deliziose torte al Demel
(la Torta Ana è una delizia paradisiaca)...
Per tutto il resto, esplorate da soli: Vienna si gusta passeggiando! ;)